Sette Stati chiedono all'Ue obiettivi più ambiziosi. Ma l'Italia non c'è

Pochi giorni prima dell'inizio della conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Bonn, i ministri responsabili del clima di sette Stati membri dell'Ue, Francia, Germania, Paesi Bassi, Svezia, Finlandia, Portogallo e Lussemburgo si sono riuniti mercoledì 25 aprile a Parigi per chiedere all'Unione europea obiettivi climatici più ambiziosi.

 

Questi paesi fanno anche parte della Carbon Neutrality Coalition lanciata in occasione del One Planet Summit.

 

I sette ministri hanno ribadito che l'Ue dovrebbe delineare percorsi chiari e di lungo termine verso il raggiungimento di zero emissioni, specificando le tappe intermedie di questo percorso, definendo quindi l'impegno dell'Unione europea a ridurre le sue emissioni per il 2030 e a rivedere i piani nazionali (Nationally Determined Contribution) ancora insufficienti.

 

L’iniziativa, che fa seguito a precedenti dichiarazioni a favore di una maggiore ambizione dell'Ue da parte di Francia, Svezia, Germania e Paesi Bassi, oltre che delle stesso Parlamento europeo, dimostra come un numero crescente di paesi dell'UE intende muoversi, nonostante contrasti interni, verso un processo nazionale di decarbonizzazione, ma chieda anche un approccio comune.

 

Purtroppo l’Italia non risulta tra questi paesi.

 

“Non passa settimana senza che il mondo scientifico non lanci nuovi allarmi rispetto agli effetti del riscaldamento globale - ha dichiarato Sergio Andreis, Direttore di Kyoto Club - l’attuazione dell’Accordo di Parigi dovrebbe essere una delle priorità di ogni Paese". La presa di posizione dei sette Ministri è un ottimo segnale, ha detto Andreis "ma l’assenza dell’Italia fra i firmatari del comunicato congiunto è una nuova occasione persa. Sollecitiamo il Governo italiano in carica e quello che verrà ad aderirvi subito.” 

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